La prima volta che don Giustino venne a contatto con la comunità di Licusati fu nell’anno 1935, in occasione dei solenni festeggiamenti per la Beata Vergine di Pompei. Il caso volle che lo stesso giorno arrivasse a Licusati il Vescovo della Diocesi di Policastro Bussentino, Sua Ecc. Mons. Federico Pezzullo, di cui è in corso la causa di beatificazione, il quale trovandosi di passaggio, si trattenne a pranzo,ospite, in casa del parroco don Guglielmo Gallo; durante i pasti, il prelato sentì i fuochi d’artificio e tanto clamore di popolo e chiese quale festa si stesse preparando . Don Guglielmo rispose: “ il popolo è in trepidazione per la venuta del predicatore, un certo don Giustino Russolillo”; il prelato replicò dicendo:” ma è un don Giustino della provincia di Salerno?”- don Guglielmo rispose, non avendo la minima idea di chi si trattasse, “ un “certo” don Giustino da Pianura di Napoli”. Il Vescovo all’udire quelle parole esclamò dicendo:”Non è possibile!, voi, a Licusati, state ricevendo un santo!”, e aggiunse: “ditegli pure che venga al seminario”. L’arciprete, sentite le affermazioni del Vescovo, si preparò per incontrare il venerabile Padre, ospite dell’allora podestà di Licusati, don Raffaele Galato. Don Giustino intanto attraversava, a piedi, le vie del paese, con tanta gente gaudente e tanti bambini festosi. Don Giustino si accorse subito della genuina bontà della gente, molte famiglie ebbero con lui rapporti epistolari, di cui si conservano una trentina di missive. Don Giustino notò come la comunità fosse ricca di bambini,affidati dai genitori alla cura dei nonni, perché impiegati in lavori agricoli. L’assillo principale di don Giustino erano i bambini e infatti in una circolare inviata ai suoi religiosi così diceva: “E perciò dobbiamo rivolgerci e applicarci alla cultura del fanciullo e del giovane prima che inaridiscano anch’essi. Occorre la viva voce dell’educatore (del direttore, del catechista, del prefetto) avvalorata dall’esempio dei Santi. Perciò vogliate ripetere e continuare l’esortazione quotidiana, ordinaria, l’esortazione periodica, straordinaria, e molto più vogliate fare ai giovani e ai fanciulli quelle belle, lunghe, assidue letture delle Vite dei santi come S. Alfonso e S. Giovanni Bosco che voi sapete. Rivolgiamoci ai fanciulli! Tra essi troveremo gli apostoli e i discepoli di domani, in essi potremo svolgere intero il programma della santificazione. Con essi ridiverremo fanciulli anche noi e il Divino Gesù moltiplicherà ancora alle anime nostre la Sua Parola Interiore”.